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mercoledì 26 maggio 2010

freelancer.com


Alcuni dati presi dall'articolo dell'Economist "a clouded feature" che tratta del ritorno al lavoro in proprio in un ottica di "servizi" al pari dell'approccio "cloud" in ambito informatico.
Negli USA i freelancers sono passati dai 28.000 del 2008 ai 247.000 del'Aprile 2010.
Le ragioni di questa migrazione sono diverse. In primis la crisi che sta portando molte aziende a snellire il personale. La tecnologia che permette sempre più il lavoro remoto. Con la caduta del modello dello yuppies rampante molte persone stanno riscoprendo il valore del tempo libero per i propri hobby, amici, famiglia, sport, ecc. La possibilità di aprire il mercato dei propri servizi ad ogni realtà aziendale aldilà della sua locazione fisica. La nascita di agenzie come
http://www.freelancer.com/ che operano come tramite tra l'offerta dei freelancers e le richieste del mercato.

lunedì 24 maggio 2010

La fine del terziario inutile

Riprendo due post fatti su Linkedin


Mio post iniziale.

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A mio avviso, ma spero di sbagliarmi, questa non è una crisi ma la fine, annunciata, di un modello la cui fondamenta si stavano sgretolando giorno dopo giorno. Non torneremo più al benessere che conoscevamo. Non era, ed è, più sostenibile che il 20% della popolazione goda dell'80% dei beni. I paesi emergenti stanno emergendo e partono alla conquista della loro fetta di benessere offrendo servizi a costi più competivi dei nostri. Per anni, grazie ai monopoli e ai margini di profitto, le aziende hanno trasferito le non più necessarie risorse addette alla produzione al terziario-inutile. L'attuale contrazione dei margini e la necessità di competere con i paesi emergenti sta di fatto portando le aziende a liberarsi di questa "zavorra". Il terziario, che garantiva lavoro alla parte predominante degli occupati, non ha, tranne rari casi, più senso di esistere perchè, banalmente, non ci sono più i margini in cui annegare i suoi costi.
Ormai le aziende necessitano principalmente solo di: addetti alla produzione (pochi) e venditori.
E' sotto gli occhi di tutti noi, basta scorrere i vari forum su linkedin, che i primi ad essere colpiti dalla crisi sono coloro che lavoravano nel terziario con titoli che nemmeno la più fervida fantasia avrebbe potuto creare.
Ma non condanno le aziende che hanno creato queste posizioni, tutt'altro. In questo modo hanno "riciclato" i non più necessari addetti alla produzione garantendogli loro una posizione e uno stipendio. Ma bisognava essere cechi per non capire che questo non poteva durare ancora molto. Uno "strategic senior advisor" , giusto per citare un titolo che dice tutto e nulla, il cui principale lavoro era andare avanti e indietro tra un meeting e l’altro, oggi non deve mostrarsi meravigliato se lo lasciano a casa.


Qualcuno ha replicato che esiste un terziario “utile”. E io ho risposto:


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Assolutamente si. Anzi, soprattutto nelle realtà delle PMI mancano le figure degli innovatori. Coloro che creano nuovi prodotti e/o servizi. Intravedono la modernizzazione dei prodotti esistenti facendo leva sul know-how dell'azienda combinandolo con lo "sfruttamento" strategico dei building block tecnologici per coniugare la solidità di un prodotto collaudato con la tecnologia attuale.
Queste sono le figure che in Italia mancano nella aziende. Che le università non preparano. Che gli imprenditori non formano ne assumono perchè già non sanno cosa sia la "tattica" immaginiamo poi la "strategia" . E anche perchè non capiscono ne il ROI di queste figure ne come la mancanza delle stesse li porti ad essere sorpassati dai competitor.
Purtroppo vedono ancora i "cinesi" solo come fornitori di manodopera a basso costo. Grosso s
baglio. Taiwan dovrebbe insegnare.