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sabato 29 ottobre 2011

Mi meraviglia chi si meraviglia

Rimango sempre stupito quando incontro commenti, verbali o scritti, di meraviglia, e preoccupazione, sui cambiamenti in atto. Ma dove era scritto che il 20% del mondo potesse continuare a usufruire dell’80% del benessere ? Più di mezzo secolo di crescita, dovuta principalmente al consumismo sfrenato, ci aveva illuso che questa strada non avrebbe avuto fine. Assurdità. Era sotto gli occhi di tutti che i cambiamenti erano dietro l’angolo. Il piatto della bilancia del benessere dei paesi poveri sale e, di conseguenza, il nostro scende. Per anni grazie agli ampi margini di profitti le aziende hanno spostato risorse nei servizi, terziario e operations, garantendo posti di lavoro con attività non necessariamente utili. Oggi questi margini sono ridotti e le aziende devono, per rimanere competitive e sane, tagliare queste figure. Torneremmo non tutti, ma molti, a fare gli artigiani. Perchè questo avvenga è necessario che i governi ridiano spazio alla libera impresa. Basta centri commerciali che creano solo stipendi da fame. Servono le condizioni per riaprire i piccoli esercizi commerciali e soprattutto consentire la diversificazione dei prodotti. Non può esserci commercio laddove i prodotti sono globalizzati: tutti uguali.

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