lunedì 21 novembre 2011
Le crisi sono il sintomo di un male più esteso
.... Tutte le crisi accadute, e quelle future, sono solo i sintomi di un modello che ha fatto il suo tempo. Forse non avevamo realizzato, o non volevamo realizzarlo, pur avendolo sotto gli occhi, che molti posti di lavoro erano possibili grazie all'ampio margine di profitto sul prodotto finale. Margine reso possibile da un mercato chiuso all'interno della sfera dei paesi occidentali in regime di quasi oligopolio. la comparsa di nuovi attori, leggi: i paesi emergenti, e il rallentamento dei consumi hanno, come era prevedibile, cambiato radicalmente il modello economico che aveva sostenuto il benessere dei paesi occidentali. Quelle che tu elenchi come "crisi", tranne tangentopoli che è un malcostume inestirpabile, e l'11/09 che è stato un atto di guerra, sono manifestazioni del tumore che stava uccidendo dall'interno il nostro sistema. I media si sono concentrati all'analisi di queste manifestazioni evitando, forse di proposito, di guardare il malato. A mio avviso non c'è una cura, dobbiamo costruire un corpo nuovo preparato a dividere le risorse con i nuovi arrivati: India, Cina, Brasile, ecc. Non solo ma, è questo per i prossimi anni sarà il grosso problema, inventare un nuovo mondo del lavoro.
martedì 15 novembre 2011
E dagli con il chiamarla crisi !
Crisi ? Questa non è una crisi, è un cambiamente epocale della società consumistica occidentale. Io non ho nulla contro il consumismo, anzi: ha portato più di mezzo secolo di benessere. Ora i consumi si sono fermati, di riflesso anche la produzione e gli investimenti. Sono cadute le barriere politiche ed economiche che ci separavano da quei paesi, che comunemente definivamo "poveri". e ora il loro emergere fa, di riflesso, affondare noi. La iniqua distribuzione del benessere si sta modificando. Prima il 20% del mondo godeva dell'80% del benessere. Il consumismo non ha modo di rimettersi in moto e poi tutti noi siamo sempre pronti a condannarlo. Ora che finalmente ha terminato la sua era, non lamentiamoci. Vogliamo mettere un bel coperchio sulle economie emergenti e rimandarli tutti nei campi a vivere con una ciotola di riso ? A parole no, ma quando queste cose ci toccano il posto di lavoro ... sotto sotto un pensierino lo facciamo !
Le aziende per rimanere competitive devono tagliare posti di lavoro e, ovviamente tagliano le posizioni "inutili". Il terziario, servizi, operations, ecc. Quindi non parliamo di crisi, parliamo di come evolvere verso un nuovo modello. Ma non sarà un percorso breve. Sarà lungo e doloroso.
Le aziende per rimanere competitive devono tagliare posti di lavoro e, ovviamente tagliano le posizioni "inutili". Il terziario, servizi, operations, ecc. Quindi non parliamo di crisi, parliamo di come evolvere verso un nuovo modello. Ma non sarà un percorso breve. Sarà lungo e doloroso.
domenica 6 novembre 2011
Perchè vorrei cenare con berlusca
Ripreso da un mio post su Linkedin:
caro amico, un mio sogno ad occhi aperti, che penso tutti, almeno da bambini, abbiamo avuto, è quello di possedere la capacità di leggere nel pensiero o di forzare la persona che si ha di fronte a dire la verità. Ecco, a me piacerebbe sentire dalla viva voce di B cosa lui pensa veramente del potere, del popolo, della politica, dell'arte di raccontare alla gente quello che vuole sentire, ecc. Come tu poi sai io penso che dentro ognuno di noi ci sia un pò di berlusconismo, e, se non sbaglio, poco fa avevo anche letto un artico sull'economist riguardo a questo. B è un pò il mostro immateriale del fim "pianeta proibito". Esiste perchè incarna il lato più nascosto di ogni essere umano. Quel lato che non vogliamo far vedere a nessuno, nemmeno a noi stessi. Salvo poi soccombergli quando operiamo in favore dei nostri interessi.
caro amico, un mio sogno ad occhi aperti, che penso tutti, almeno da bambini, abbiamo avuto, è quello di possedere la capacità di leggere nel pensiero o di forzare la persona che si ha di fronte a dire la verità. Ecco, a me piacerebbe sentire dalla viva voce di B cosa lui pensa veramente del potere, del popolo, della politica, dell'arte di raccontare alla gente quello che vuole sentire, ecc. Come tu poi sai io penso che dentro ognuno di noi ci sia un pò di berlusconismo, e, se non sbaglio, poco fa avevo anche letto un artico sull'economist riguardo a questo. B è un pò il mostro immateriale del fim "pianeta proibito". Esiste perchè incarna il lato più nascosto di ogni essere umano. Quel lato che non vogliamo far vedere a nessuno, nemmeno a noi stessi. Salvo poi soccombergli quando operiamo in favore dei nostri interessi.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
